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Barbaresco Rabajà Giuseppe Cortese 2016
Il Barbaresco Rabajà Giuseppe Cortese è il vino più importante della produzione Cortese, dal profumo etereo, gradevole e intenso con particolari di freschezza che evolvono in sentori di spezie, cuoio e sottobosco con l’invecchiamento. Sapore asciutto, pieno e robusto con una struttura ricca e armonica.
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Il Barbaresco Rabajà Giuseppe Cortese è il vino più importante della produzione Cortese, dal profumo etereo, gradevole e intenso con particolari di freschezza che evolvono in sentori di spezie, cuoio e sottobosco con l’invecchiamento. Sapore asciutto, pieno e robusto con una struttura ricca e armonica.
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Disponibile dal:
| Denominazione | Barbaresco |
| Classificazione | DOCG |
| Vitigni | Nebbiolo |
| Annata | 2016 |
| Formato | Bottiglia 75 cl |
| Gradazione | 13,00% vol. |
| Premi e riconoscimenti | Gambero Rosso 3 bicchieri |
| Abbinamenti | Carni Rosse |
| Affinamento in botte | Lungo |
| Corpo | Corposo |
| Temperatura servizio | 18°-20°C |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Carta dei vini | Consegna Gratis, Offerte, Promozioni, Sconti, Spedizione Gratuita |
Caratteristiche di degustazione
Vitigno: nebbiolo 100%
Superficie: a Barbaresco, ettari 4 in zona “Rabajà”, esposizione sud, sud-ovest.
Altitudine: 235/315 m slm
Terreno: calcareo-argilloso con presenza di vene tufacee
Età del vigneto: circa 50 anni
Sistema di allevamento e densità: guyot, 4000 piante/ettaro
Resa/Ettaro: 60 quintali
Produzione: 17.000 bottiglie circa
Vendemmia: manuale
Vinificazione: circa 30 giorni di fermentazione in vecchi tini di cemento
Affinamento: 20/22 mesi in botti di rovere di Slavonia di dimensioni variabili da 17 a 25 ettolitri, di almeno 5/6 anni. Minimo 10 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato
Il vino Barbaresco, ottenuto da uve nebbiolo al 100%, deve essere sottoposto ad un invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno uno in botti. La produzione massima consentita per ettaro è di 80 quintali di uva, pari a 56 ettolitri; il grado alcolico minimo naturale è di 12%.
Queste sono le regole dettate dal disciplinare, basi sui cui si inseriscono le consuetudini dei grandi vignaioli per ottenere i vini di classe superiore: per Giuseppe Cortese il Barbaresco prodotto nel cru Rabajà non può essere messo in commercio prima di essere stato invecchiato per tre anni (di cui due in botti), le rese sono decisamente inferiori a causa della naturale contenuta produttività di vigne che hanno mediamente 40 anni e alla selezione in vigna, le botti devono essere rigorosamente di rovere di Slavonia per preservare al massimo la tipicità del frutto, ed il grado alcolico deve essere bilanciato ad una struttura ed acidità necessarie per conferire longevità.
Sui grandi Barbareschi è particolarmente interessante parlare di longevità: i vini devono avere sì quel grande potenziale di invecchiamento (anche più di 20 anni), garantito da una vinificazione tradizionale, che permette di valutarne la lenta evoluzione, ma devono al tempo stesso avere quel grado di eleganza, quel tannino vellutato, che ne caratterizzano una grande armonia già in gioventù.
DATI STORICI: Il Barbaresco: un’eccellenza mondiale Il Barbaresco nasce nella seconda metà del XIX secolo grazie al lavoro di un grande esperto di enologia, il prof. Domizio Cavazza, che scopre come il Nebbiolo, da sempre coltivato sulle colline attorno al paese di Barbaresco, ma "trascurato" dalla nobiltà locale, potesse in realtà generare un vino dalle altissime qualità: grande intensità ed estrema eleganza!
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